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giovedì 21 ottobre 2010

ALL’ HOTEL BRYANT PARK DI NEW YORK SOGGIORNI EXTRA-LUSSO “NEL CHOCOLATE”

Questo lussuoso hotel-boutique si erge nel centro di Manhattan, proprio di fronte al Bryant Park e alla New York Public Library. A 10 minuti di cammino da Time Square e a mezzo isolato dalla Fifth Avenue, vanta ogni tipo di comfort e lusso: dalla palestra-chic super attrezzata e aperta 24 ore su 24, al ristorante giapponese pluripremiato Koi Restaurant e decorazioni pregiate di ogni tipo.
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L’azienda belga (produttrice di cioccolato) “Godiva Chocolatier” ha contribuito alla realizzazione di una vera e propria “Suite al Cioccolato”. Il paradiso per i più golosi…immaginatevi di leccare le pareti, morsicare il divano e assaggiare i candelabri. Sembrerebbe proprio l’ hotel dei vostri sogni più ingordi!! . Una meta ideale per festeggiare San Valentino nel modo più dolce possibile. A New York è disponibile per la settimana degli innamorati (e dei golosi) una lussuosa suite integramente di cioccolato.
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Il tavolo, le sedie, il letto matrimoniale, i candelabri e le candele, persino il caminetto. E poi piatti, bicchieri, quadri, divani, sedie e tappeto. Tutto in finissimo cioccolato fondente. Una stanza, insomma, dove lasciarsi andare a tutte le fantasie. Uniche regole da rispettare (per ovvi motivi): non provare ad accendere il camino o le candele (a meno che non si voglia preparare un cioccolata calda) e non sedersi sulle sedie a meno di non volersi ritrovare un posteriore «pralinato».
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Piccolo capolavoro artistico, c'è da scommettere che i fortunati ospiti della stanza si ritroveranno al settimo cielo, se il cioccolato rende veramente felici…
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venerdì 8 ottobre 2010

IL CIOCCOLATO TRA PUBBLICITA’ E SENTIMENTI

Il cioccolato è stato a lungo associato alla passione e la sua reputazione di afrodisiaco può essere rintracciata all’epoca di Aztechi e conquistadores spagnoli.

L’imperatore Montezuma prima di ritirarsi nel suo harem, faceva largo uso di bottiglie di cioccolata, ma osservatori di tutto il mondo sottolineano che quest’idea del cioccolato come stimolante sessuale, fosse solo un’ossessione spagnola per cui non vi erano fondamenta.

Nell’Europa del XVIII sec il cioccolato comparve ma venne accettato con un entusiasmo differente. Casanova credeva che il cioccolato caldo fosse l’elisir dell’amore e lo beveva al posto dello champagne.
Anche dopo che il cioccolato divenne largamente accettato come bevanda nutriente, in molti lo vedevano ancora come violento infiammatore di passioni, che doveva essere vietato ai monaci.
Una ricerca contemporanea suggerisce che il cioccolato non contiene sostanze di natura direttamente afrodisiaca ma la pubblicità moderna associa chiaramente il cioccolato alla sensualità e alla sessualità.

Eccezione fatta per i prodotti “macho” utilizzati come sani snack rivitalizzanti ed energizzanti, il cioccolato è sempre rappresentato come un’indulgenza spinta, comparendo anche in scene con allusioni sessuali.

La pubblicità rappresenta anche un solido pregiudizio etichettando le donne come maggiori consumatrici di cioccolata. L’ associazione tra donne, cioccolato e sensualità è stata rafforzata anche dal cinema. Un’immagine comune degli anni ’30 era la bionda femme fatale, sdraiata sul letto tra lenzuola di raso, che godeva di una sontuosa scatola di cioccolatini.

L’associazione con l’amore e la crescita è stata sfruttata anche dai produttori. Le confezioni dei dolci riportavano scene domestiche di madri in cucina, bambinaie che davano la merenda ai bambini. Il cioccolato svolge un ruolo importantissimo nell’infanzia dei bambini….si basti pensare alle uova di Pasqua, i regali “coccolatosi” del Natale o per qualsiasi altra ricorrenza.
Confermato dal fatto che molti di noi amano il cioccolato sin dalla giovane età, non meraviglia poi che lo portiamo con ardore, dentro di noi, per tutta la vita.
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