domenica 20 febbraio 2011

UN NUTRIENTE DEL CACAO PER “MALATTIE LETALI”

di Michelle Roberts Reporter di BBC Health

(traduzione di Dante Bianchi)

Uno studio suggerisce che un componente del cacao, chiamato epicatechina (un flavonoide n.d.t.) sembra diminuire i rischi di quattro comuni malattie fatali.

Nella popolazione Kuna di Panama, che beve fino a 40 tazze di cacao alla settimana l’incidenza di ictus, malattie cardiache, cancro e diabete è inferiore al 10%.

Inoltre i kuna paiono vivere più a lungo che altri abitanti di Panama e non incorrono nella demenza, riporta uno scienziato su “Chemistry and Industry”.

Gli esperti sottolineano che il fenomeno è imputabile sia ad un fattore genetico, sia allo stile di vita di questa popolazione.

Tuttavia, il dottor Norman Hollenberg, ricercatore della Scuola Medica di Harvard, afferma che anche altre popolazioni, incluso il mondo occidentale, beneficerebbero dei composti chimici del cacao sebbene ammetta che possono esserci differenze etniche e che i suoi studi sono basati sull’osservazione e non possono fornire prove di ferro.

Il Popolo Kuna

Negli ultimi 15 anni il dottor Hollenberg ha studiato gli effetti dell’epicatechina su centinaia di persone anziane di culture differenti, tra cui centinaia di kuna.

Il mio interesse iniziò con la constatazione che i kuna non sviluppavano ipertensione, spiega. Ero alla ricerca di un gene protettivo ma la spiegazione era da ricercare in una causa ambientale; quando essi migravano e raggiungevano il continente con tutti i benefici della vita moderna occidentale, la loro pressione sanguigna saliva con l’età e l’ipertensione diveniva abbastanza comune.

il suo lavoro fu pubblicato sull’”International Journal of Medical Sciences” e mostrò che l’incidenza della mortalità per infarto, ictus, diabete mellito e cancro aumentava di conseguenza. Il dottor Hollenberg crede che la bevanda locale dei Kuna sia la chiave.

Per la maggior parte dei kuna è la sola cosa che bevono da quando sono svezzati, al giorno della loro morte.

Egli ritiene che le sue ricerche sono così rilevanti che l’epicatechina dovrebbe essere considerata essenziale nella dieta e classificata come vitamina.

Al momento la scienza non supporta il ruolo fondamentale dell’epicatechina, ma abbondanti evidenze suggeriscono che potrebbe avere un effetto protettivo nell’organismo.

L’epicatechina, un tipo di flavonoide, è anche presente nel tè, nel vino, nel cioccolato, in qualche frutto e in talune verdure.

Si pensa che uno dei suoi effetti sia alzare i livelli di ossido nitrico nel sangue: ciò agevola il rilassamento dei vasi sanguigni e ne migliora il flusso.

Le sue proprietà antiossidanti possono spiegare l’azione protettiva nei confronti dei tumori. Daniel Fabricant, esperto di nutrizione e vice presidente del settore scientifico presso la Natural Products Association, sostiene che il legame tra l’alto consumo di epicatechina e la diminuzione di rischio di contrarre malattie letali dovrebbe essere approfondito.

Può essere che queste malattie siano il risultato di una deficienza di epicatechina, suggerisce.

I flavonoidi come l’epicatechina sono rimossi dal cacao destinato al commercio perché tendono ad avere un gusto amaro. Gli esperti si sono anche chiesti se fosse opportuno e percorribile il consumo di grandi quantità di cibi contenenti epicatechina come vino o cioccolato.

Il dottor Hollenberg che è consulente scientifico di diverse società farmaceutiche e ha ricevuto finanziamenti per le sue ricerche dall’M&M/Mars, reputa come buona, per le aziende alimentari, l’opportunità di sviluppare integratori con epicatechina, come le barrette di cioccolato.

Effettivamente, Mars pone il suo logo Cocoapro sulle confezioni a significare che quei prodotti hanno beneficiato di un processo di lavorazione atto a preservare i flavonoidi a partire dalla fava di cacao.

Paul Kroon dell’istituto Food Research afferma che le aziende chimiche potrebbero volere sintetizzare nuove molecole per imitare la struttura e l’azione dell’epicatechina.

Ma è presto per trarre conclusioni; inoltre c’è il pericolo di affrontare l’argomento con un approccio troppo riduzionista tentando di selezionare un singolo particolare chimico nei cibi. Spesso è la varietà la cosa importante, continua Kroon.

Anche la professoressa Mary Engler dell’università della California, San Francisco, che ha anche studiato l’epicatechina, afferma: Sperimentazioni ben disegnate e studi clinici sono serviti per indirizzare l’importanza biologica non solo sull’epicatechina ma, anche, su altri flavonoidi che sono strutturalmente differenti e presenti in molti frutti, verdure e bevande.

(…)

Pubblicato: 11/03/2007 (http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/6430777.stm)

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