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martedì 14 maggio 2013

OXICOA: IL CIOCCOLATO CHE INVESTE IN RICERCA E SALUTE


Nella struttura alberghiera di Druento, vicino alla Reggia di Venaria, Provincia di Torino, si rilancia con la carta dell’enogastronomia.

Nella serata del 26 aprile presso la sala meeting della struttura alberghiera Dropiluca Druento è stata dedicata una serata alla degustazione del cioccolato. Dante Bianchi, imprenditore nel settore del cioccolato, ha guidato un gruppo di turisti in visita a Torino e provincia alla scoperta del cibo degli dei. 

Un prodotto conosciuto da tutti, apprezzato da molti e quotidianamente visibile su banchi di caffetterie e supermercati ma spesso conosciuto poco. 

Se ne potrebbe sapere molto di più perché è un prodotto che presenta varie sfaccettature legate alla sua provenienza, alla sua storia, ai suoi impieghi e ai suoi aspetti nutrizionali. Insomma si potrebbe parlare di cioccolato per ore e ore ma essendo il tempo tiranno occorre selezionare gli argomenti. 

Per questa ragione alla simpatica comitiva in visita alla Reggia di Venaria e aTorino è stato scelto di parlare del gianduiottocome prodotto dolciario simbolo del capoluogo piemontese; in estrema sintesi di cioccolato, di nocciola Piemonte e di Gianduia. Le parole erano accompagnate dall’esperienza della degustazione dei prodotti realizzati secondo la ricetta tradizionale nel pomeriggio stesso nel laboratorio artigiano Oxicoa Cioccolato

Ma l’itinerario del gusto è passato anche attraverso due specialità originali dell’azienda druentina: il cioccolato senza zucchero adatto a coloro che devono tenere sotto controllo la glicemia e il cioccolato al riso che ricorda quello al latte ma completamente vegetale. 

I titolari dell’Hotel Dropiluc hanno scelto di stringere questa collaborazione con l’azienda cioccolatiera per arricchire la sua offerta di accoglienza alberghiera, esaltando le eccellenze del territorio e dando profondità culturale ed enogastronomica al turista ospite. Inoltre saranno organizzate altre proposte come cene tipiche piemontesi, serate musicali…

Considerato il successo dell’iniziativa in futuro ci saranno ancora collaborazioni tra le due aziende di Druento.

Il cioccolato Oxicoa è anche un fondente ricco di antiossidanti naturali, molecole che contrastano i radicali liberi con effetto antiage, protezione cellulare, prevenzione da malattie cardiovascolari e neurodegenerative, in virtù del suo processo di lavorazione definito gentile.
Perché gentile?
Perché in ogni fase viene prestata particolare cura e attenzione alla selezione del tipo di cacao, alla scelta della giusta dimensione della fava, ad una fermentazione controllata e una tostatura più bassa. Questi sono tra gli accorgimenti che servono per avere un cioccolato particolarmente ricco di polifenoli.

Le tavolette di cioccolato Oxicoa, nelle tre varianti fondente, aromatizzato all’arancia e con olio essenziale di menta e curcuma sono due volte più buone.

Oxicoa infine tiene sempre aperta una porta al finanziamento alla ricerca scientifica: ogni confezione di Oxicoa Gianduiotti Fondenti porterà allaAssociazione Levi-Montalcini 2 preziosi euro che sosterranno il Progresso delle Scienze.

Pagina Facebook: I Love Cioccolato

Sito web: Hotel Dropiluc, Venaria, Druento, Torino
Sito web: Oxicoa Cioccolato

giovedì 1 novembre 2012

CARNEVALE DELLA FISICA #36

Aggiornamento del 12 novembre

Ecco i fortunati premiati di questo mese: 

Annarita Ruberto vince una confezione di cioccolato in chicchi Oxicoa ricca di antiossidanti naturali. Il suo brano divulgativo tratta una ipotetica intervista a Marco, quattordicenne, alle sue domande sulla Materia Oscura in 3D.
Leonardo Petrillo con "Fisica e rane di Luigi Galvani" vince uno dei libri in palio questo mese 

Il prossimo carnevale della fisica sarà ospitato da Marco Grappeggia sul suo blog e prevede come tema consigliato l"ECONOFISICA".
Potete inviare i link ai vostri articoli a grappeggiam@gmail.com.
Naturalmente chi non desiderasse seguire il tema proposto potrà inviare ugualmente altri  articoli che abbiano come argomento la fisica in tutti gli aspetti (anche letterari). Qui le regole per partecipare.


Quello che sarà giudicato il migliore articolo sull'argomento in tema (Econofisica), riceverà in omaggio il libro:

"IL RINASCIMENTO DELL'IMPRESA FAMILIARE"
Autori: Marco Grappeggia,  Alessandro Fumagalli 
Edizioni BTS - Business Training Solution 


Chi infine desiderasse ospitare una delle prossime edizioni del Carnevale può scrivere a redazione@gravità-zero.org.
_._

Benvenuti alla 36° edizione del Carnevale della Fisica. Ogni mese i blogger che amano la scienza ci raccontano le meraviglie del mondo fisico. Il blog Scienza del Cioccolato ospita l'edizione di ottobre 2012: il cioccolato è apprezzato da milioni di persone e da diverse culture del mondo.
Prodotto in diverse forme e gusti, pochi sanno che dietro il cioccolato si cela una complessa arte e scienza culinaria, dove chimica e fisica (ma anche psicologia) si incontrano.





Monica Marelli, fisico e autrice di bellissimi libri di divulgazione scientifica, ci parla della "Fisica del Cioccolato". Uno dei "problemi" è che "i cibi che più ci piacciono, più fanno ingrassare".
"... mangiare 4 centimetri quadrati di cioccolato (per limitarlo nella dieta) è come avere Johnny Depp nel letto e accontentarsi di dargli solo il bacino della buonanotte". L'immagine rende molto bene l'idea! 

Ma la ricerca scientifica prosegue, e pare che esistano diverse proposte per mangiare cioccolato senza ingrassare! Una è proprio quella proposta da alcuni scienziati del Journal of Materials Chemistry: aggiungere goccioline del diametro minore di 30 micron di succo di frutta all’impasto del cioccolato.
A parità di peso ha 50% in meno di trigliceridi.

C'è poi una novità recente: da poco è stata permessa la commercializzazione della  Stevia rebaudiana: una pianta originaria delle zone montuose del Paraguay e del Brasile. Le foglie contengono numerose sostanze, in particolare glicosidi steviolici tra cui lo stevioside e il rebaudioside A; dalla combinazione tra i due nasce un potere dolcificante pari a 150 - 250 volte quello del saccarosio. Queste sostanze vengono utilizzate come dolcificanti naturali di bevande ed alimenti senza zucchero o a ridotto contenuto energetico. Gli estratti della stevia sono una valida alternativa naturale allo zucchero e forniscono un apporto calorico pari allo zero e non alterano l’indice glicemico nel sangue.

Il blog di Monica Marelli:  www.monicamarelli.comù
La pagina Facebook:  www.facebook.com/la.f.delmiao
Il canale Twitter: @MonicaMarelli



Orfeo Morello Dottore in Ingegneria informatica, è esperto di Tecnologie Web, navigatore (tempo permettendo) della rete e non, autore del blog di divulgazione scientifica www.verascienza.com, del motore di ricerca www.cercoscienza.com e creatore del mashup www.localstreamer.com
Cosa mai potranno avere in comune la fisica e il cioccolato?
Ce lo spiega nell'articolo "Fisica e cioccolato

Il blog di Orfeo Morello: www.verascienza.com



Alessandro Tavecchio è autore del blog, prosopopea, che prende il nome dalla figura retorica che fa parlare oggetti inanimati come fossero persone (o, più letteralmente, come se avessero una faccia). I suoi interessi includono la scienza, la filosofia, pontificare, i bradipi e scrivere di sé stesso in terza persona."Anassagora, Darwin e i neutrini: come sappiamo da quando brilla il sole" è una sorta di excursus in un evento nella storia della fisica visto dai suoi occhi di biologo

Il blog di Alessandro Tavecchio: prosopopea.wordpress.com




Paolo Pascucci ci invia una serie di 5 contributi a partire da un originale "Come misurare la velocità della luce con il cioccolato": un sistema buono come un altro per misurare la velocità della luce. Forse anche più buono.

Seguono altri articoli tutti altrettanto interessanti su argomenti prettamente astronomici: 

Il centro della Via Lattea: un'immagine navigabile

E' una delle immagini del centro della Via Lattea a più alta risoluzione oggi disponibili,
quasi 9 miliardi di pixel. L'ha realizzata l'ESO, grazie all'integrazione
di migliaia di singole immagini raccolte dall'Osservatorio del Paranal.

Una spettacolare raccolta di immagini delle Orionidi, le meteore composte dai detriti
lasciati dalla Cometa di Halley che la Terra incontra nel suo moto di rivoluzione.Dalla Nasa.

Nuovo modello della formazione della Luna uscito recentemente su Science. A proporlo
due gruppi di studiosi che hanno modificato le dimensioni del pianeta che avrebbe
impattato con la Terra per dare origine alla Luna. Questo nuovo modello si adatta meglio 
alla osservazioni, in special modo alla simile composizione isotopica della Terra e del suo satellite.

Sulla scorta di alcuni test di lancio di cargo spaziali c'è chi si è divertito a calcolare
quanto costerebbe farsi un viaggetto nello spazio, casa inclusa.


Il blog di Paolo Pascucci: questionedelladecisione.blogspot.it
La pagina Facebook:  www.facebook.com/paolo.pascucci.16
Il canale Twitter  @questdecisione



Emilio Sassone Corsi da molto tempo partecipa, come Unione Astrofili Italiani, ho partecipato a questa bella iniziativa.  Da qualche mese collabora con l'Istituto Nazionale di Astrofisica e pubblica regolarmente degli articoletti su Media Inaf riguardanti "Scienza & Società".
Li trovate tutti a questo link:  www.media.inaf.it/author/emilio/ .  

La pagina Facebook di Emilio Sassone Corsi:  www.facebook.com/Emilio.Sassone.Corsi



Annarita Ruberto, docente di matematica e fisica, è autrice di Scientificando, il blog che ha ospitato il Carnevale della Fisica di settembre
L'articolo che propone questo mese è intitolato "Prof, che cos'è la materia oscura in 3D?":

Come potete dedurre dal titolo, è la domanda di un ragazzo sulla materia oscura. In realtà, si tratta di un dialogo simulato tra un quattordicenne ed una docente che cerca di fornire delle risposte. Un obiettivo sicuramente non facile. Ma Annarita, secondo noi, è riuscita nell'intento

Il blog di Annarita Ruberto:  www.tutto-scienze.org
Il canale Twitter: @nereide



Felice Russo, autore del blog "Quanti di Scienza", presenta appunti di viaggio di un fisico curioso... e nell'articolo proposto questo mese tratta l'affascinante tema cosmologico "Il grande freddo alla base della nascita del nostro Universo".  
Vogliamo anche ricordare che Felice Russo è anche autore di un ottimo libro "L'universo dei numeri, numeri dell'universo", rivolto a tutti coloro che intendano riconciliarsi con la matematica,. 

Il blog di Felice Russo:  quantidiscienza.blogspot.it 


Leonardo Petrillo ci parla di "Fisica e rane di Luigi Galvani".
L'articolo è incentrato su 3 punti cardine: Galvani, l'elettricità e le rane.
Dopo aver illustrato un po' di biografia di Galvani, il post si concentra sui vari esperimenti compiuti dal fisico (da solo o con l'aiuto di assistenti), in cui egli riscontrò quella che definì "elettricità animale".
Dal momento in cui Galvani pubblicò la sua opera fondamentale, il De viribus, nel 1791, nacque inoltre una delle dispute più accese ed importanti della storia della Fisica: quella tra Galvani e Volta.
L'articolo cerca pertanto di analizzare le "mosse" e le "contromosse" dei 2 scienziati, ognuno intento a far prevalere la propria idea su quella del contendente.
A fine contributo è posta la domanda cruciale: Chi aveva realmente ragione tra Volta e Galvani?
La risposta è sorprendente!

Il blog di Leonardo Petrillo:  scienzaemusica.blogspot.it
La pagina Facebook: www.facebook.com/ScienzaEMusica
Il canale Twitter:  @92sciencemusic






Rosa Maria Mistretta ci invia  un link di astrofisica: qui si fa cenno dell'argomento buchi neri, sempre molto amati dai curiosi della scienza del cielo (ma anche dai bambini) 

Il blog di Rosa Maria Mistretta 




E' ora la volta di Gravità Zero, corporate blog di scienza, open innovation ed economia.
Ebbene si: il Cern annuncia una collaborazione con la Rovio (azienda che ha realizzato il famoso gioco)  per lo sviluppo di risorse educative per i bambini legate al pluripremiato gioco interattivo.
Ne vedremo delle belle: gli uccellini sono infatti più arrabbiati che mai. 

Lavorare in Italia o in Spagna? Carlo Ferri, astrofisico, dopo un periodo di ricerca ha pensato bene di usare la sua esperienza accumulata sui social network per offrire consulenza alle aziende.
Non è molto diverso da quello che fece al Cern Mark Andressen: inventore del World Wide Web, divenne in seguito imprenditore fondando la sua azienda Ning, una piattaforma di siti sociali.

Nel Salto più alto della storia, dopo oltre due ore di ascesa con un pallone che portava la capsula di  Felix Baumgartner, il temerario austriaco ha raggiunto e superato la quota di lancio prevista di 36 576 metri, battendo il record di uomo salito più in alto senza velivolo (31 333 metri) detenuto dal 1960 dal colonnello dell'aeronautica Usa, Joseph Kittinger, ora 84 enne, consulente di Felix e presente durante la missione.  Unbelievable!

Il blog di Gravità Zero: www-gravita-zero.org 
La pagina Facebook:  www.facebook.com/pages/Gravità-Zero/138484279514358
Il canale Twitter: @gravitazeroeu








Ecco il riepilogo degli articoli pubblicati questo mese (qui invece le edizioni precedenti


Alessandro Tavecchio: "Anassagora, Darwin e i neutrini: come sappiamo da quando brilla il sole"

Emilio Sassone Corsi: "Scienza e Società"

Annarita Ruberto:  "Prof, che cos'è la materia oscura in 3D?"

Felice Russo: "Il grande freddo alla base della nascita del nostro Universo".

Leonardo Petrillo: "Fisica e rane di Luigi Galvani"

Rosa Maria Mistretta: "Buco nero a casa nostra"

Gravità Zero: 
Gli uccellini arrabbiati (Angry Birds) volano con il Cern! 
Lavorare in Italia o in Spagna?
Il Salto più alto della storia




I PREMI IN PALIO 
A breve comunicheremo il nome dei vincitori 


Chi desiderasse ospitare una edizione del Carnevale della Fisica può chiedere informazioni a redazione@gravita-zero.org o visitare il blog alla voce Cos'è il Carnevale della Fisica


Complimenti a tutti i partecipanti e buona scorpacciata di cioccolato a tutti!


domenica 14 ottobre 2012

ALLA MANIERA DEI KUNA



Spostiamoci idealmente a Panama tra i Kuna, il popolo che abita le 360 isole dell’arcipelago di San Blas. Gli abitanti circondati dal mare hanno un’invidiabile pressione del sangue, tra le principali cause di morte non sono legate né a malattie cardiovascolari, né a forme neurodegenerative. 

In compenso la loro condizione insulare ha favorito un’importante incidenza dell’albinismo. Tant'è che nella loro cultura gli albini sono persone importanti, con un ruolo speciale. Sono i soli che durante le eclissi lunari possono uscire di notte, armati di arco e frecce, per battere un mostro terrificante, una specie di drago che vuole divorarsi la Luna.

Nell’incantevole terra dei Kuna il cacao è una pianta spontanea e nelle abitudini alimentari di questa popolazione v’è l’assiduo consumo di una bevanda a base del frutto degli dei. Bevono il loro preparato più volte al giorno, 4 o 5, un po’ come facciamo noi occidentali col caffè oppure col the. Pare che secondo studi condotti dall’Università di Harvard sia proprio il cacao che doni loro una valida protezione contro le principali patologie che affliggono l’Occidente. In particolare il professor Norman Hollenberg ha individuato la sostanza in grado di conferire protezione all’organismo dei Kuna. Si tratta dell’epicatechina, un flavonoide, un antiossidante presente in elevate concentrazioni nel frutto del cacao.
Le fave di cacao vengono macinate e mescolate con polpa di banana e il composto viene allungato con acqua calda.

La procedura suggerisce i seguenti passaggi; il popolo Kuna fa bollire le banane in una pentola d’acqua fino a che il calore non le separa in più pezzi. Quindi si aggiungono i semi di cacao e si prosegue con la cottura e che viene accompagnata dall’azione disgregante in un grosso mortaio fino a che il preparato è pronto dopo che ha raggiunto una buona cremosità.

Su stimolo di un blogger d’oltreoceano si rilancia di seguito una ricetta realizzabile in casa con ingredienti facili da reperire.

Ingredienti

- 1 banana
- 1/2 tazza d’acqua
- 4 cucchiaini colmi di cacao in polvere amaro (preferibilmente non potassato/alcalinizzato)
- Cannella per aromatizzare

La procedura è semplice. Mettere l’acqua sul fuoco e nel frattempo si affetta la banana. Quando l’acqua bolle si aggiungono le fette di banana e di seguito il cacao e la cannella. A fuoco molto molto lento si lascia bollire per una ventina di minuti.

A questo punto con una forchetta è possibile omogeneizzare il composto e quindi degustarlo come se foste un membro del popolo dei Kuna. Alla salute!

martedì 24 aprile 2012

STEVIA E CIOCCOLATO, UNA NUOVA COPPIA



Nel laboratorio di Oxicoa Cioccolato nasce Leggiadro.
Si tratta di una nuova tavoletta di cioccolato fondente con un 70% di cacao minimo. La novità è la combinazione di due dolcificanti che fanno parte degli ingredienti: la stevia e l’eritritolo.

La Stevia rebaudiana è una pianta che allo stato naturale cresce nelle zone montuose di Paraguay e Brasile. Nelle sue foglie è presente un’alta concentrazione di glicosidi steviolici, il rebaudioside A e lo stevioside. Le due sostanze insieme hanno un potere dolcificante pari a 150 – 250 volte quello del saccarosio. Due caratteristiche interessanti accompagnano questo dato: l’indice glicemico è pari a zero così come lo è il potere calorico.

L’eritritolo, contrariamente a ciò che può ricordare il nome (un esplosivo), è invece un dolcificante naturale che si ottiene attraverso un processo fermentativo. Anche questa sostanza appartenente alla famiglia dei polialcoli, come lo xilitolo o il maltitolo, ha le due caratteristiche di rilievo viste per la stevia, quindi calorie quasi nulle e indice glicemico pari a zero. Inoltre è acariogeno, salvaguarda la salute dei denti.
I dolcificanti sono stati combinati con una massa di cacao di pregio, provenienza Ecuador, con un titolo di cacao minimo garantito del 70%.

Il prodotto è una buona proposta per tutti coloro che devono fare i conti con valori di glicemia alti. Infatti essendo l’indice glicemico dei dolcificanti naturali prossimi allo zero, il cioccolato Leggiadro può essere gustato con tranquillità. E anche le calorie sono ridotte considerato l’apporto calorico quasi nullo dei dolcificanti; tuttavia si ricorda comunque che il cioccolato è costituito dall’immancabile burro di cacao.

di Dante Bianchi

domenica 17 aprile 2011

CIOCCOLATO E MALTITOLO

Maltitolo. Iniziamo dal nome che conserva nella parola una radice comune con maltosio, uno zucchero formato chimicamente da due monomeri, rappresentati nel codice della chimica come esagoni. Esattamente si tratta di due molecole di glucosio unite.

La storia del maltitolo possiamo farla risalire a una pianta, a un cereale. Prendiamo in questo caso come esempio l’orzo, tanto famoso anche per la produzione di birra.

Il seme dell’orzo sollecitato da un ambiente umido germina dando corso alla propria natura che lo porterà a diventare pianta. Il primo passo di questo processo è l’estensione della radichetta, una piccola e tenera radice lunga circa ¾ la lunghezza del seme.

Germinando, succede che le sostanze di riserva della cariosside (altro termine per dire seme), gli amidi, grazie all’intervento di enzimi solubili in acqua vengono trasformate in maltosio e destrine. Ed è il maltosio che ci interessa.

Come accennato all’inizio il maltosio è composto da due molecole esagonali, e, per arrivare ad avere il maltitolo, deve avvenire una reazione che spezza una molecola di glucosio aprendosi in un “florilegio” di gruppi –OH.

Il maltitolo appartiene alla famiglia degli polialcoli (o polioli) poiché gli –OH sono numerosi.

Partendo da un cereale come l’orzo un primo aspetto interessante che si rileva è l’origine tutta naturale del maltitolo in contrapposizione agli edulcoranti sintesi.

Il suo potere dolcificante lo rende adatto ad essere impiegato nell’industria dolciaria.

Basti pensare che se il saccarosio in una scala da 1 a 10 dolcifica 10, il maltitolo edulcora circa 7,5. Quindi un po’ meno del saccarosio ma l’aspetto interessante è il suo apporto calorico. Esattamente se un grammo di saccarosio fornisce 4 calorie il maltitolo ne riporta quasi la metà: 2,1. Tale caratteristica ha dato uno sbocco interessante al maltitolo nella creazione di prodotti cosiddetti “light”.

Da alcuni anni sono disponibili anche tavolette di cioccolato in cui il gusto non ha nulla da invidiare a quelle contenenti saccarosio, lo zucchero che conosciamo meglio poiché sempre presente nelle nostre cucine. Sebbene il maltitolo sia meno calorico del saccarosio definire un cioccolato “light” è certamente un forzatura poiché oltre allo zucchero il cioccolato è composto in buona parte anche da burro di cacao quindi da grassi che hanno un valore calorico considerevole. Si consiglia pertanto un consumo moderato e responsabile dei prodotti citati.

Ancora una curiosità i polialcoli, tra cui il maltitolo, sono sostanze acariogeniche che non si attaccano al lavoro del dentista, come recita una nota pubblicità. In modo particolare lo xilitolo ha ottenuto dall’americana FDA la possibilità di ostentare la dicitura “ostacola la produzione della carie”, la ragione sta nel fatto che i batteri che si annidano tra i denti non riescono a metabolizzare tale substrato per proliferare e quindi provocare danni ai nostri sorrisi.

Attenzione però i poliacoli nascondo un effetto collaterale: se consumati in quantità eccessive sono lassativi, ma per il maltitolo bisogna superare i 100 g al giorno per sortire questo effetto.

giovedì 4 novembre 2010

UNO SQUISITO NEMICO CHIAMATO CIOCCOLATO

Gli eccessi sono sempre un errore dettato da un momento particolare in cui per solitudine, noia o semplicemente voglia di soddisfare delle carenze sia affettive che nutrizionali possono indurci a commettere gravi errori.
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A quanto pare anche il consumo eccessivo di cioccolato provocherebbe in particolar modo nelle donne, le più fedeli consumatrici, delle serie complicazioni alle ossa.
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È quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Western Australia che ha messo in evidenza l’interazione tra osteoporosi e cioccolato. L’osteoporosi è una malattia degenerativa delle ossa molto frequente nelle donne in età matura e lo dimostra la ricerca eseguita su un campione di 1000 donne tra i 70 e gli 85 anni. Il colpevole pare sia l’ossalato, una sostanza nota come ostacolo all’assorbimento di calcio da parte dell’organismo.
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Ma il cioccolato, come tutti sappiamo, ha soprattutto notevoli proprietà benefiche, che vanno a vantaggio della circolazione sanguigna grazie alla presenza di flavonoidi, che inibiscono l’ossidazione del colesterolo LDL e i polifenoli che favoriscono il controllo della pressione arteriosa.
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Inoltre ha proprietà antiossiadanti, dovute alla presenza di sali minerali e vitamine del gruppo B, e grazie alle sostanze che possiede favorisce la produzione di serotonina chiamata anche
neuro-trasmettitore del buonumore che può indurre effetti benefici sull’organismo.
Quindi perché rinunciare ad uno dei piaceri della vita che riesce a donarci sensazioni sublimi che appagano i nostri sensi? Nonostante tutto, i lati negativi sono facili da deviare, basta moderarsi come del resto in tutte le cose, quindi stop alle scorpacciate di cioccolato e via libera a momenti di puro e sano godimento.
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BIODISEL AL CIOCCOLATO, ECCEZIONALE IMPRESA AMBIENTALE… SPERIMENTATA PER DAVVERO E NON SOLO SOGNATA

L’idea di sperimentare l’utilità del cioccolato come fonte rinnovabile di energia è partita dall’Inghilterra.
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Il fine dell’eccezionale impresa era dimostrare che è possibile contrastare l’inquinamento utilizzando il biocarburante al posto del gasolio. Due giovani ambientalisti inglesi hanno accettato di partire nel mese di novembre 2007 per Timbuktu, in Africa a bordo di un fuoristrada alimentato con biodiesel al cacao, frutto di un’accordo tra un’azienda britannica che si occupa di carburanti e una fabbrica di cioccolato.
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L’industria dolciaria inglese ha messo a disposizione ben 4 tonnellate di cioccolato, corrispondenti a circa 80 mila barrette scartate per difetto di fabbricazione dai quali sono stati ricavati 2000 litri di carburante, una miscela di acidi grassi provenienti dall’olio vegetale e dall’alcol ricavato dal burro di cacao.
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Morale della favola:al Mali, uno dei paesi che risente maggiormente dell’impatto negativo dei cambiamenti climatici, è stato donato il dispositivo utilizzato per la sperimentazione del biodiesel, argomento negli ultimi anni molto dibattuto e in cui vincono gli interessi economici.
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A noi non resta che domandarci quale sia stato il vero scopo del progetto, non sapendo a cosa porterà il suo utilizzo in futuro, visto le vigenti normative in materia che in molti Stati vietano l’utilizzo di oli vegetali come carburante. Di sicuro, il cioccolato è una fonte inesauribile di energia.
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mercoledì 3 novembre 2010

IL CIOCCOLATO D’ITALIA

Nocciole, castagne, mandorle e miele sono sempre stati parte integrante della cucina italiana. Non è quindi una grande sorpresa vedere che agli italiani piace il loro cioccolato dolce e alla nocciola. Amano anche il cioccolato di piccole dimensioni, semplice, spesso venduto in porzioni singole, pratiche per una dose veloce, nel caso in cui se ne dovesse avvertire l’esigenza.
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I cioccolatini napoletani, che assomigliano esattamente alle barrette di cioccolato in miniatura, con il loro singolo involucro sono conosciuti in tutta Europa. Gli italiani sono cioccolatieri creativi e sono bravissimi anche nella presentazione; la confezione italiana è sempre favolosa, sia che il design sia una decorazione tradizionale o una creazione minimalista degli anni 90.
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La Caffarel a Torino è uno dei cioccolatieri più antichi d’Italia. Avviata nel 1826, l’azienda acquistò la macchina per produrre cioccolato progettata da Bozzelli, ingegnere genovese, e divenne così il pioniere che spianò la strada all’industrializzazione. Nel 1865 la Caffarel sviluppò la confezione italiana preferita, il “gianduia”, un saporito rettangolo di impasto al cioccolato e nocciole, subito riconoscibile per la sua forma. Oggi la maggior parte dei cioccolatieri d’Italia produce la propria versione speciale di “gianduia” utilizzando ricette gelosamente conservate. Vi è una magnifica versione di misura gigante, il “gran gianduia” e una versione in miniatura, i “gianduiotti”.
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Una vecchia cultura di pasticceria è presente nel sud italiano e fu proprio qui, nel Salento –tacco d’Italia- che Maglio aprì la sua industria nel 1875. L’azienda passò da padre a figlio e ora è gestita dai fratelli. La gamma della Maglio si basa su cioccolatini fondenti bombati con ripieni ispiratori, inclusi i kumquat secchi, le pesche, le pere e le arance al liquore, i datteri e le prugne ripiene di marzapane e i fichi ricoperti di buccia di limone ripiene con una mandorla.
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Fondata nel 1796 la Majani a Bologna è uno dei cioccolatieri italiani più creativi. Le loro specialità sono le scorze, dei bastoncini di cioccolato deliziosamente fondente preparati con la stessa antica ricetta e il “Cremino Fiat”, lanciato nel 1911 come trovata pubblicitaria per festeggiare l’automobile Fiat Tipo 4. L’automobile è oramai fuori produzione ma il “Cremino Fiat” decisamente no. Questi favolosi cioccolatini in miniatura sono preparati con 4 tipi diversi di cioccolato a strati, simile ad una di quelle caramelle assortite alla liquirizia a strisce.
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La Perugina, con sede nella città medievale di Perugina, fu avviata nel 1907 da Francesco Buitoni, un discendente della famiglia che produce pasta. Dalle umili origini quando produceva mandorle zuccherate, la Perugina è oggi uno dei cioccolatieri italiani più grandi. Il marchio più famoso di tutta la gamma sono i Baci, lanciati nel 1922 e ancora molto venduti. Gli innamorati ancora si divertono a scoprire i messaggi romantici nascosti nell’involucro.
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La Peyrano, un esclusivo cioccolatiere di Torino, è quasi unica nel macinare i propri semi di cacao, molti pochi cioccolatieri lo fanno. I cioccolatini sono eccellenti, soprattutto il loro gianduia. La Peyrano vende anche il “Bicerin”, un impasto molto raro di cioccolato amaro, cacao, nocciole e miele, utilizzato per addolcire il caffè.
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LO SAPEVATE DEGLI INVOLUCRI E DELLE SCATOLINE PER IL CIOCCOLATO??

Gli involucri e le confezioni dicono molto sul tipo di cioccolatino che troveremo dentro. Come con l’etichetta su una bottiglia di vino o di olio extra-vergine di oliva, la dicitura su un involucro di cioccolatino può dare indizi importanti come la qualità del prodotto, quindi per un amante del cioccolato vale la pena avere confidenza con questa terminologia. Una certa confusione deriva dai termini inglesi “cacao liquor” e “cacao solids”. Liquor è il termine utilizzato negli USA mentre in Europa si preferisce il termine solids, ma entrambi si riferiscono alla stessa cosa: tutto il contenuto di cacao, incluso il burro.
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E’ in genere indicato con una percentuale del peso netto del prodotto finale. Il contenuto di cacao va dal 15%, che difficilmente rientra nella categoria del cioccolato, ad un incredibile 99% che è un’esperienza quasi immaginabile ma interessante. Sin dalla nascita dell’ Unione Europea, la legislazione sull’etichettatura degli alimenti è diventata molto più regolata e la classificazione del cioccolato è diventata un vero problema. Alcuni paesi produttori di cioccolato pensano che il prodotto della Gran Bretagna debba essere classificato come “vegolate” a causa dell’utilizzo di grasso vegetale e del basso contenuto di cacao. Per la gioia dei produttori inglesi, si tratta ancora oggi di una questione aperta.
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L’indicatore chiave di qualità è il contenuto di cacao- il totale combinato di cacao in polvere e burro di cacao. In alcuni casi, la couverture ad esempio, il contenuto di burro di cacao è specificato a parte. Nel caso del cioccolato fondente, un minimo del 50% di cacao totale è un indicatore di qualità. Il cioccolato al latte di qualità dovrebbe avere almeno il 30%. Poiché lo zucchero completa l’equilibrio degli ingredienti, un’alta percentuale di zucchero è un preavviso di un corrispondente contenuto basso di cacao. A differenza delle etichette dei vini, che indicano la varietà d’uva, la dicitura del cioccolato raramente fornisce informazioni sul tipo di seme di cacao utilizzato e non è obbligata a farlo.
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Un’eccezione è in Francia, dove le parole “fine cocoa” significano che sono state utilizzate varietà eccellenti di semi, come il crollo. I grassi animali o vegetali sono utilizzati come sostituti economici per una parte o la totalità del burro di cacao fino al 5%, senza indicarli sulla confezione. La lecitina, un emulsionante derivato dal tuorlo e i semi di soia, è utilizzata in tutti i tipi di cioccolato e all’1% o meno non è indicatore di qualità inferiore. Il suo ruolo consiste nello stabilizzare il cioccolato e assorbire l’eventuale umidità. Per quanto concerne gli aromatizzanti, cercate le parole “estratto di vaniglia puro”. Se è indicato “vanillina”, un sostituto sintetico, o semplicemente la parola “aromatizzanti”, è probabile che il cioccolato sia di qualità inferiore.
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Gli americani superano qualsiasi altro paese del mondo quando si tratta di fornire informazioni sugli ingredienti presenti nel cioccolato; gli involucri e le confezioni si leggono spesso come un libro. Ci sono specifiche molto precise per la qualità di cacao in polvere nei diversi tipi di cioccolato; tutti gli ingredienti aromatizzanti devono essere indicati; vi sono liste aggiuntive di zuccheri, come il destrosio e il glucosio, che hanno tutti i livelli massimi permessi e c’è sempre una tabella dettagliata con le informazioni nutrizionali.
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Lo stile della presentazione di una confezione di cioccolatini, la dice molto su chi potrebbe comprarla. I cioccolatieri sono stati fortemente consapevoli del valore del fascino da scaffale sin dall’inizio dell’industria. In Francia, le scatoline di cioccolato più squisitamente disegnate entrarono in voga intorno al 1780, comprendendo bellissimi quadri, targhette in rilievo e pietre semipreziose incise. Le scatole di cioccolatini inglesi non erano così ostentate; presentavano immagini sentimentali che erano molto di moda quando i cioccolatini in scatola arrivarono sul mercato. La prima fu prodotta nel 1868 dai Cadbury e rappresentava una ragazza che coccolava un gatto; la modella era la figlia di Richard Cadbury, Jessica. Parte dell’attrattiva erano anche le bellissime carte utilizzare per rivestire le scatole e i singoli strati di cioccolatini.
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Sebbene resistenti al grasso, i tipi di carta utilizzati hanno sempre avuto una qualità speciale. Potevano essere imbottite o incise con oro o argento o misteriosamente lucide, come la carta trasparente per ricalcare il croccante, con una rifinitura vorticosamente martellata. Un altro tripodi carta è conosciuto come patina trasparente. Ha una pellicola di cera ed è particolarmente lucente, dai colori scuri, che profuma quasi di cioccolato. Oggi, il design delle confezioni va da un estremo di stile ad un altro. Reminescenze dei favolosi anni 30 sono scatole rivestite con abbondante tessuto e ornate con nastri satinati e rose. Nella categoria kitsch, c’è una scatola a forma di pianoforte a coda bianco della Germania con i cioccolatini nascosti sotto il coperchio e dall’altra parte della gamma ci sono i cioccolatini di un designer minimalista moderno con cioccolatini sottili avvolti in una foglia d’oro.
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IL CIOCCOLATO SI CONSERVA COSI’…

L’umidità e il caldo sono i nemici più agguerriti del cioccolato, entrambi possono causare una patina in superficie. La patina causata dal calore è il risultato di cristalli di burro di cacao che salgono in superficie e si ricristallizzano.
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Il sapore rimane invariato ma l’aspetto è rovinato. La patina causata dall’umidità è più nociva. E’ il risultato dei cristalli di zucchero che salendo in superficie, si sciolgono a contatto con l’atmosfera umida e si ricristallizzano per formare una sgradevole patina grigia. Siccome la consistenza e il gusto del cioccolato si deteriorano, il cestino dell’immondizia è il miglior luogo da riservare al cioccolato affetto da questo fenomeno.
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La temperatura ideale di conservazione è 10-15° C, leggermente più caldo del frigorifero, e l’umidità dovrebbe essere del 60/70%. Il cioccolato assorbe facilmente gli odori circostanti e dovrebbe essere conservato in un contenitore ermetico.
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TECNICHE DI DEGUSTAZIONE

E’ meglio assaggiare il cioccolato a stomaco vuoto. Se il cioccolato è stato ben conservato, avrete bisogno di un’ora perché raggiunga la temperatura raccomandata di 19-25° C.
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"Cioccolato fondente" lasciate in bocca il cioccolato, senza masticarlo per alcuni momenti per assaporare i suoi sapori e aromi primari; masticate per 5/10 volte per rilasciare gli aromi secondari. Lasciate poi che tocchi il palato per assaporare tutti i sapori. Infine godetevi i sapori persistenti in bocca
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"Cioccolato ripieno" lasciate in bocca il cioccolato, senza masticarlo per alcuni momenti per assaporare i suoi sapori e aromi primari. Masticate per 3/5 volte per mescolare il cioccolato e ripieno.. Lasciate poi che si sciolga lentamente in bocca per assaporare tutti i sapori. Godetevi poi i sapori persistenti.
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COSA BERE CON IL CIOCCOLATO

In via generale, il cioccolato e il vino non si mescolano. L’intensità persistente del cioccolato compete con l’aroma del vino e l’amarezza del cioccolato può mascherare il tannino essenziale per il sapore del vino.
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Il vino bianco o lo champagne, bevuti con il cioccolato sono una combinazione particolarmente difficile. Alla fine di un pasto, il caffè, eventualmente accompagnato da un cognac fine, un whisky o bourbon, è la scelta migliore.
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I degustatori professionisti di cioccolato credono ciecamente in un bicchiere di acqua fresca, perché non solo disseta ma pulisce anche il palato.
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COME VALUTARE LA QUALITA’ DEL CIOCCOLATO

Tutti i nostri sensi, vista, olfatto, udito, tatto e gusto, entrano in gioco quando bisogna valutare la qualità del cioccolato fondente. Vi sono diversi aspetti da considerare:
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-aspetto: il cioccolato dev’essere liscio, brillantemente lucido e di colore nero-mogano puro
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-olfatto: il cioccolato non deve avere un odore eccessivamente dolce
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-udito: il cioccolato dovrebbe essere croccante e fare un rumore netto quando viene spezzato. Se si formano delle schegge, è troppo secco; se resiste alla rottura, è troppo simile alla cera
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-tatto: il cioccolato con un’alta percentuale di burro di cacao, dovrebbe cominciare subito a sciogliersi se tenuto in mano..questo è un buon segno; in bocca dev’essere extra-levigato senza granuli e dovrebbe sciogliersi subito
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-gusto: il cioccolato contiene un caleidoscopio di sapori e aromi che continuano a svilupparsi in bocca; i sapori di base sono l’amaro con un pizzico di acidità, la dolcezza con una nota di asprezza e un tocco di salinità che aiuta a rilasciare gli aromi di cacao, ananas, banana, vaniglia e cannella.
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martedì 2 novembre 2010

DAL CACAO, COME SI OTTIENE IL GUSTOSO CIOCCOLATO

Per fare il cioccolato occorre il cacao e dunque per ricostruire la lavorazione che ci consegna la nostra prelibata tavoletta bisogna cominciare da lontano, dalle piantagioni dell’emisfero sud del mondo, dove si coltiva il Teobroma cacao, l’albero del cibo degli dei.
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A seconda dei luoghi, la stagione della raccolta cade in diversi periodi dell’anno, ma ovunque è un momento molto delicato: i baccelli infatti possono essere staccati dalle piante solo a mano.
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Una volta prelevate, le fave vengono lasciate fermentare, per un periodo che va dai 2 ai 10 giorni, in vasche o fosse scavate nel terreno, poi vengono fatte essiccare al sole o in forni, in modo da scongiurare il rischio di muffe e parassiti.
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Segue la fase di tostatura, preferibilmente realizzata ad aria e non a fuoco diretto, in modo da eliminare umidità e acidità e favorire lo sviluppo dei principi aromatici. I semi, dopo essere stati sbucciati, vengono macinati e ridotti in granella: si ottiene così la pasta di cacao che, filtrata a grande pressione in particolari macchinari, si divide in burro di cacao e pannello, da cui si ottiene il cacao in polvere.
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A questo punto gli ingredienti per preparare il cioccolato ci sono tutti: si tratta di miscelare nelle giuste proporzioni cacao, burro di cacao, zucchero e, quando servono, latte e aromi per dar vita alla qualità richiesta. Segue la fase di concaggio, che consiste in una lunga omogeneizzazione a temperatura controllata in speciali conche dotate di bracci in movimento che mescolano alla perfezione gli ingredienti ed eliminano le ultime tracce di acidità e umidità esaltando gli aromi.
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Questo è un procedimento molto importante dal quale dipendono la pastosità, la rotondità e il gusto vellutato, ma anche la durezza e la brillantezza esterna del prodotto finale. Il cioccolato, oramai pronto, nella fase di modellaggio viene colato negli stampi, lasciato raffreddare e poi rifasciato e confezionato. E’ adesso pronto per arrivare negli espositori dei negozi e da lì sulle nostre tavole.
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venerdì 29 ottobre 2010

IL CIOCCOLATO SFILA IN PASSERELLA A PARIGI, TRA DOLCEZZA, MODELLE E TURISMO

Si può credere o meno al paradiso. Ma se si è amanti del cioccolato, è necessario credere che un paradiso esista, anche se soltanto per pochi giorni all'anno. E non è nemmeno troppo difficile da raggiungere: basta prendere il treno, l'auto o l'aereo e recarsi a Viparis Porte de Versailles (Parigi), dal 28 ottobre al 1° novembre 2010.
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Il paradiso degli amanti del cioccolato, infatti, si chiama "Salon du Chocolat", e si svolge nella Capitale francese per il sedicesimo anno. Ma tradizione in questo caso fa rima con novità: la promessa è quella di trovare un salone completamente "new look". Il che non implica che si smuovano le certezze di sempre: prodotti naturali, cioccolato con etichetta e garanzia di qualità, edizioni limitate, il tutto fatto anche per essere in sintonia con il 2010, l'anno della biodiversità.
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Tra le novità di quest'anno, "Ethic and Choc", un'etichetta che darà la luce verde al cioccolato più delizioso ma anche più genuino ed ecologicamente sostenibile. E poi conferenze, dimostrazioni culinarie di maestri chef, un book-store dedicato al cioccolato, eventi speciali, la possibilità di diventare genitori di un albero di cioccolato in Perù.
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E la classica chocolate fashion parade, una dolcissima sfilata di moda che ha inaugurato l’apertura dell’evento con tante creazioni di vestiti decorati al cioccolato indossati da bellissime modelle. Un piacere oltre che per gli occhi anche per il palato…
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http://www.salon-du-chocolat.com
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mercoledì 27 ottobre 2010

ALIMENTI E CAUSE E SOSTANZE CONSIDERATE ALLERGENI

Qualsiasi alimento può far scaturire una reazione allergica, ma alcuni hanno maggiore incidenza, soprattutto quelli che contengono o liberano istamina nell'organismo generando orticaria (cioccolato, fragole, ananas, frutti esotici, pesci, crostacei, uova, formaggi fermentati, cavoli, pomodori, spinaci, spezie, salsicce, salame, coppa, pomodori, peperoni, banane, spinaci, alcuni vini, birra ecc.). Se consumati in quantità elevate, infatti, possono causare sintomi simili a quelli di un'allergia (pseudo allergie), in quanto rilasciano nell'organismo un eccesso di istamina. Basterà limitarne il consumo per evitare di avere reazioni gravi e tornare ad una situazione di normalità.
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Altra causa è ricondotta ai deficit enzimatici ossia all'assenza di particolari enzimi, necessari all'organismo per assimilare e metabolizzare gli alimenti. Tra le allergie più comuni si segnalano l'allergia alle proteine del latte vaccino, ai vari tipi di noce e alle uova, che solitamente si manifestano fin da bambini con sintomi di natura cutanea, gastrointestinale e respiratoria. Tra le intolleranze più diffuse si riscontrano quelle al lattosio e al glutine (celiachia), che generano un'alterazione delle pareti intestinali causando debolezza, irritabilità, diarrea e crampi addominali.
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Per ogni sostanza sono inclusi i derivati. Cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati),Crostacei, Uova, Pesce, Arachidi, Soia, Latte (compreso il lattosio), Frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci comuni, noci di acagiù, noci pecan, noci del Brasile, pistacchi, noci del Queensland), Sedano, Senape, Semi di sesamo, Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2.
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